Le condizioni dell’infallibilità

«cum Petrus senescente mundo non senescat, sed sicut aquila renovetur virtus eius»
«mentre il mondo invecchia, Pietro non invecchia, bensì rinnova i suoi poteri come l’aquila»

“Oh hai sentito l’ultima del Papa?”
“No che ha detto?”
“Ha detto che” [qualsiasi cosa su qualsiasi argomento in qualsiasi forma a qualsiasi destinatario]
“Ma che davvero?”
“Eh già proprio così.”
“Ma insomma cioè a me questa cosa non è che convince proprio tantissimo.”
“Se l’ha detto il Papa è vero.”
“Vabbè però.”
“Vabbè però niente. Se siamo cattolici dobbiamo crederci. Il Papa è infallibile.”
“Ah dobbiamo.”
“Eh sì dobbiamo.”
“Allora mi adeguo.”

Questa, in estremissima sintesi, è come non funziona l’infallibilità del Papa.
Non funziona così.


Il Concilio Vaticano I. La Relazione di Gasser. 1° condizione: soggetto. 2° condizione: oggetto. 3° condizione: atto. La condizione assente: la coscienza del Papa. Il dottor Stranamore ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare il Papa.

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Il nome delle cose

Veritas est adæquatio intellectus et rei

Uno dei miei più grandi difetti è rimandare alcune delle cose che dovrei fare a un domani sempre posticipato. Per esempio, ho dilazionato per anni il proposito di scrivere una lettera a Umberto Eco per dirgli che lo avevo scoperto, che avevo capito il significato di “Il nome della rosa”, il titolo del suo libro più famoso. Poi un dì leggo sul giornale che Umberto Eco è morto, e sbuffo. Mi ha fregato.
Rimesso il proposito nel dimenticatoio, constatando che pochi giorni fa erano tre anni dalla morte dell’autore, e apprendendo che a marzo la Rai trasmetterà una serie adattamento del romanzo, realizzo ora quel vecchio intendimento e spiego qui la mia intuizione (con spoiler).

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